Molara dal Porto di Olbia

Dal sito PortodiOlbia.info

Molara, parte integrante dell’Area Marina Protetta di Tavolara, compresa all’interno del comune di Olbia, è oggi un’isola deserta e incontaminata. Secondo la tradizione avrebbe ospitato un papa in esilio. Silenziosa e straordinariamente bella, l’isola di Molara, meno famosa della vicinissima Tavolara, è un gioiello di roccia e macchia mediterranea incastonato nel mare della Gallura. Lontana pochi chilometri dalla terraferma, non è liberamente visitabile. La proprietà è privata e l’unico modo per scoprire quest’isola è contattare l’Associazione Culturale Molara, che, con grande passione accompagna i visitatori nei luoghi più suggestivi e ricchi di fascino. Discorso diverso per il mare attorno, visto che soprattutto d’estate sono tantissime le barche che sostano di fronte all’isola, in particolare negli specchi d’acqua chiamati piscine, dove il mare è di sicuro uno dei più belli dell’intero Mediterraneo. Sempre a Molara si possono ammirare i resti di un castello costruito nel medioevo per contrastare le incursioni dei pirati, una chiesetta e i ruderi di un monastero. Al centro dell’isola, invece, si trova una azienda agricola costruita nell’Ottocento, dove si allevavano capre e bovini e si produceva il formaggio.

La Descrizione di Molara su Wikipedia

Isola Molara

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Geografia fisica
Coordinate40°52′09″N 9°43′39″ECoordinate40°52′09″N 9°43′39″E
ArcipelagoIsole di Tavolara e Molara
Superficie3,411 km²
Geografia politica
Stato Italia
Regione Sardegna
Provincia Sassari
Comune Olbia

Molara è un’isola della Sardegna nord-orientale e costituisce, insieme all’isola di TavolaraMolarotto, la penisola di Punta Coda Cavallo e altri scogli minori, un parco marino protetto. Di natura granitica, ha una superficie di 3,411 km² e raggiunge, con Punta la Guardia, i 158 m s.l.m. Il toponimo, di attestazione medievale, è probabilmente dovuto alla forma rotondeggiante e uniforme dell’isola, simile ad una mola.

Storia

Gli antichi romani la chiamavano “Buccina insula” derivando il nome comune della conchiglia murex, cioè il boccone dal quale gli antichi fenici e poi anche i romani ricavavano la porpora per le loro preziose vesti.

Non appaiono finora documentati insediamenti preistorici sull’isola di Molara ma agli albori del Cristianesimo si dice che vi fu esiliato papa Ponziano (235) insieme al prete Ippolito (mentre lo storico e umanista G. F. Fara nel XVI secolo indicava come luogo d’esilio l’isola di Tavolara). Nella parte nord occidentale dell’isola, in prossimità di cala Chiesa, si conservano i resti di una chiesa medievale mononave, di stile romanico intitolata a san Ponziano. La chiesa, di cui non si conosce l’originaria titolatura, è assai simile ad altre costruzioni galluresi di questo tipo come la chiesa di San Leonardo di Balaiana, presso Luogosanto, nella Gallura interna. Attorno a tale chiesa si sono potuti individuare i resti di un centro abitato medievale e più a monte di un castello, probabilmente l’antica Gurguray anche se non si hanno notizie certe sulla sua effettiva consistenza demografica. Nel XV secolo è testimoniata l’esistenza sull’isola di un monastero di monache.

Molara è anche conosciuta per il suo castello che sorge per l’omonimo monte a nord-est dell’isola. Faceva parte di un sistema difensivo a protezione della città di Olbia. Dalla torre infatti, si poteva osservare un vasto tratto di mare e anche segnalare la presenza di eventuali invasori al Castello di Pedres sita nell’odierna zona dell’aeroporto di Olbia.

La toponomastica dei luoghi soprattutto nel versante est dell’isola fa riferimento a combattimento del 1600. Si ricorda infatti Cala dell’Attacco e Punta d’Arresto.

Nel periodo più recente Molara fu un’azienda agricola. le famiglie che vi abitarono costruirono recinzioni e muretti a secco sia per spietrare che per rendere possibile il pascolo. Venivano allevati bovini e caprini e nel caseificio dell’isola, prodotto il formaggio, Per poter effettuare la salagione, i pastori dell’epoca che erano anche marinai per necessità, andavano nelle saline e lungo gli stagni naturali della vicina costa sarda con barche a remi o a vela e facevano ritorno con il prezioso carico. Molara è stata un’isola autosufficiente perché nelle radure disponibili la coltivazione del grano e grazie alla presenza di una mola si otteneva la farina. L’acqua sorgiva permetteva coltivazioni e semenzai nella zona che prende il nome appunto “dell’orto”. Non mancavano vaccili, caprili, scuderia, fienile, pollaio e porcile.

Ambiente e turismo

Nonostante l’isola sia assai rocciosa ed impervia, sono presenti varie sorgenti perenni e forse per tale abbondanza d’acqua l’uomo ha potuto abitarvi per secoli. La copertura vegetale di Molara è composta da una ricchissima vegetazione a macchia mediterranea, con secolari olivastrilentischi e cisto, degradata in qualche tratto a causa di un vasto incendio che ha bruciato la parte sud dell’isola negli anni ’70 del XX secolo. È presente bestiame brado (vacche e capre), abbandonato dalla precedente proprietà. Ad est della cala di Chiesa si erge lo scoglio del dinosauro, una bizzarra scultura naturale plasmata dai venti e dal mare. Sulla costa sud si trovano i ruderi di un forno per la calce, prodotta in passato dal calcare della vicina Tavolara, bruciando legname di Molara.

Sull’isola nidificano numerose specie di uccelli marini come il falco pellegrino ed il raro gabbiano corso. Anche la berta minore è presente con centinaia di coppie. L’ente di Gestione dell’Area Marina Protetta, per garantire la possibilità di riprodursi ha realizzato diversi interventi per il contenimento della popolazione di ratti.

L’isola è di proprietà privata ed è custodita dall’Associazione Culturale Molara che si occupa di promuoverne delle visite guidate nel rispetto dei valori storico-ambientali.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Veleggiando Verso Molara

Unisciti a noi per una nuova avventura: esplorare l’affascinante mondo della vela navigando verso Molara.

Guidati da un esperto istruttore di vela qualificato, vivremo la magia della navigazione a vela; un’opportunità di sperimentare il mare a 360 gradi. Contattateci per prenotare ed avere ulteriori informazioni.

La veleggiata sarà programmata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti nelle nostre belle giornate invernali.

Come al solito l’evento è riservato ai soli soci.

Ad Agosto ancora più attivi

L’associazione Molara non va in ferie ad Agosto, anzi…. contattateci qualsiasi giorno del mese e veniteci a trovare….

Tanti eventi in questi giorni….

13 AGOSTO  2018:  Molara: Dalla Terra al cielo

L’associazione culturale Molara in collaborazione con il associazione GRUPPO ASTROFILI PALIDORO, organizza una giornata alla scoperta di questa bellissima isola a cui farà seguito una serata di osservazione astronomica.

18 AGOSTO 2018: Yoga al tramonto sull’isola di Molara

Unisciti a noi e al CENTRO YOGA QUARTOCHAKRA e insieme faremo pratica di hatha yoga per godere in modo speciale della luce del tramonto dell’isola di Molara.
Il programma prevede il raduno a cala finanza presso distributore nautico, partenza ore 16 in gommone, arrivo a Molara, visita alle piscine di Molara, vari bagni nelle calette, poi appena rinfresca escursione a piedi lungo le strade dell’isola. Vedremo il borgo medievale di Gurguray ,l’antica azienda agricola e un tafone abitato in passato.
Riscenderemo verso le spiagge e prima dell’aperitivo faremo pratica Yoga.

Repost @barbarellan75 ・・・ Credo di essere nata per vivere al mare, in qualsiasi altro posto soffoco ( S.

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Credo di essere nata per vivere al mare, in qualsiasi altro posto soffoco ( S.Casciani ) .
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